Maggio-Settembre

   
 

LUOGO

Ostuni è detta la "città bianca". La parte antica della città sorge sull'ultimo lembo della Murgia meridionale nella provincia di Brindisi, sulla cima di un colle a pareti ripidissime, e il suo nome, secondo la tradizione, deriva dal greco "Astu-neon", città nuova, costruita con ogni probabilità "circa duemila anni fa" sui resti di una città più antica.

In provincia di Brindisi, Ostuni, eletta città d'arte nel 1998, è arroccata sulla sommità di una collina, da cui domina il territorio fitto di ulivi secolari che dalle Murge sud-orientali si estende fino al mare. All'interno della sua cinta muraria si conserva intatto un borgo medioevale, chiamato Terra, caratterizzato da un labirinto di stradine strette, scalinate, archi rampanti, palazzi dai singolari portali, piazzette e balconcini, tutto completamente imbiancato a calce, da cui l'epiteto di “Città Bianca”.

Il nome Ostuni, invece, deriverebbe dal greco “Astu-neon”, città nuova, costruita circa duemila anni fa sui resti di un insediamento ben più antico. La prima testimonianza della presenza dell'uomo nel territorio ostunense risale infatti a venticinquemila anni fa (paleolitico superiore), come dimostra il ritrovamento nei pressi della cripta di S. Maria d'Agnano dei resti di una donna morta pochi giorni dopo il parto con in grembo il suo feto, oggi esposti nel “Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale” della città. Intorno all'XI secolo a.C. la zona fu occupata da Messapi e Iapigi, che integrarono i loro costumi con quelli delle popolazioni locali, fin quando nel III secolo a.C. non fu conquistata da Roma.

Caduto l'impero romano, Ostuni subì una lunga serie di dominazioni straniere: gli Ostrogoti di Teodorico, i Longobardi, nel IX secolo d.C. i Normanni Altavilla che edificarono un castello poi distrutto ed il fiorente porto commerciale di Villanova, gli Svevi nel XIII secolo, gli Angioini e dal 1442 gli Aragonesi.

Il litorale di Ostuni rappresenta oggi una delle mete di maggiore attrazione turistica balneare della Puglia, con i suoi diciassette chilometri di costa, su cui si alternano lunghe spiagge con dune coperte da macchia mediterranea -riconosciute Riserva Naturale Regionale-, calette sabbiose e coste rocciose. Ma oltre al mare, risalendo verso la piana coltivata ad ulivi (l'olio d'oliva è senz'altro il prodotto tipico per eccellenza della zona), Ostuni offre anche un panorama diverso, quello delle zone collinari interne, chiamate Murge dei trulli, punteggiato da masserie, cappelle rurali, vecchi tratturi, muretti a secco e trulli, simili a quelli della famosa e non lontana Alberobello.

Gli ostunesi sono fieri della vocazione agricola della loro terra, come dimostra la cura con cui conservano queste testimonianze storiche del loro passato, che tengono a far rivivere anche in due sagre che si svolgono in pieno agosto: a ferragosto nel centro storico si tiene la Sagra “Vecchi Tempi” dove, oltre a gustare i piatti tipici della gastronomia locale, si possono ammirare gli artigiani che ripropongono mestieri ormai scomparsi, come l'umbrellare e l'acconzopiatte (colui che aggiusta ombrelli e vasellame), o lu curdelare (il funaio che intrecciando fibre produce i fiscoli, piatti circolari di corda utilizzati per la spremitura dell'olio dalla pasta di olive).

Il 25-26-27 agosto dal 1793 si rinnova ininterrottamente, in occasione della processione dedicata al protettore della città, la tradizione della Cavalcata di S. Oronzo. A ricordo della peste del 1657, da cui secondo la credenza popolare Ostuni fu risparmiata grazie ad un miracolo del santo, la sua statua viene scortata da cavalieri in casacca rossa, pantaloni bianchi, cilindro dal pennacchio bianco e rosso e cavallo coperto da una gualdrappa rossa ricamata. Molti fedeli rientrano ad Ostuni da altre città italiane o dall'estero appositamente per essere presenti a questo appuntamento, rinnovando ogni anno un atto di fede ed insieme d'amore per la loro “Città bianca”.

 

 
 
 
 
 
 

Andrea Asti

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