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LUOGO
La Tunisia è un piccolo stato a nord del continente africano con alle spalle una grande storia. Diverse le civiltà e i popoli che l'hanno attraversata: Fenici, Romani, Bizantini, Arabi, Ottomani e Francesi.
Questo Paese affascina per la bellezza dei paesaggi, le spiagge di sabbia fine, il Sahara, le Oasi e le ricchezze storiche ed archeologiche.
Il villaggio di El Kebir, “il grande” in arabo, si trova nel territorio di Biserta, sulla costa nord - occidentale della Tunisia, a 65 km a nord di Tunisi.
Le origini della città risalgono ai fenici guidati dalla regina Didone che, dopo essersi insediati ad Utica nel 1100 a.C. per farne uno scalo tra la loro città madre di Tiro e la Spagna, fondarono una serie di porti lungo la costa nordafricana tra cui l'odierna Biserta e Cartagine.
Quest'ultima, capitale del mondo fenicio occidentale dal VII secolo a.C., divenne all'inizio del V secolo a.C. la principale potenza del Mediterraneo occidentale, fino alle guerre puniche contro Roma nel II secolo a.C., quando il territorio tunisino passò sotto il dominio dei Romani, e Biserta prese il nome di Hippo Diarrhytus.
In una lettera del II secolo d.C. della città parlò anche lo scrittore romano Plinio il Giovane, narrando un episodio che vi era accaduto, la storia del delfino di Hippo: i bambini del luogo avevano l'abitudine di fare gare di nuoto in mare aperto vinte da chi distaccava maggiormente i suoi compagni e si allontanava di più dalla riva.
Un giorno un bambino più temerario degli altri, spintosi parecchio a largo, incontrò un delfino, che invece di spaventarsi giocò intorno a lui, lo caricò sul dorso e dopo aver compiuto salti ed evoluzioni fuori dall'acqua, si immerse a lungo sott'acqua, per poi riportarlo sano e salvo sulla spiaggia dai suoi amici. Numerosissimi giunsero da paesi molto lontani per vedere il bambino prodigioso, l'evento fu considerato di buon auspicio per la città e gli abitanti amarono tramandarlo nei secoli.
Nel VI secolo d.C. Hippo passò nelle mani dei bizantini, i quali per difendere sul lato sud il porto vi costruirono un forte, chiamato Forte spagnolo ma riedificato in realtà nel 1570 dagli ottomani, che mantennero il nome della città precedentemente cambiato dagli arabi in Benzert. Ricordata anche nell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto come teatro della sconfitta dei re saraceni Agramante e Sobrino nemici di Carlo Magno, a Biserta sempre nel '500 combattè pure Miguel de Cervantes, l'autore del Don Chisciotte, che partecipò alle contese durate 50 anni per il predominio sull'area fra spagnoli ed ottomani, i quali alla fine ebbero la meglio.
Sul lato nord del porto vecchio si staglia invece la maestosa kasbah dalle mura massicce, e nel cuore dell'antica città ottomana, ad est della medina, si trova la Grande Moschea dal maestoso minareto ottagonale costruita nel XVII secolo, oltre a vivaci mercatini del pesce. Passata nel XIX secolo sotto il dominio francese, il suo nome si trasformò ancora nell'attuale Bizerte o Biserta.
A ridosso dell'incantevole e lunga spiaggia dalla sabbia bianca e finissima che degrada verso il mare di un blu intenso, a 30 km da Biserta si trova il Parco Nazionale di Ichkeul, nominato dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità ed esteso su 13 ettari, il cui lago salmastro collegato al mare da una laguna e le paludi circostanti ospitano, oltre al raro bufalo d'acqua nord-africano discendente dai bufali cartaginesi, più di 200.000 uccelli acquatici migratori provenienti da tutta Europa per svernarvi, tra cui moriglioni, fischioni e folaghe, gobbi rugginosi, molte specie di anatre, i rari polli sultani dalle penne porpora, e l'oca selvatica simbolo del parco.
L'area settentrionale della Tunisia non offre però solo bellezze naturali e ambientali, ma permette di fare un tuffo nella storia visitando i numerosi siti archeologici quasi perfettamente conservati che la costellano: Dougga, l'antica Thougga, la cui struttura urbanistica deriva dall'impianto rettangolare del castrum -l'accampamento romano- cinto da mura e attraversato dalle due strade maestre del cardo e decumano, custodisce tutti gli edifici propri di una città romana, come il teatro, il tempio dedicato a Saturno, il mercato ed il foro con il capitolium; Bulla Regia; Utica, con la sua necropoli punica, l'acquedotto, il teatro e molti quartieri della città romana; Cartagine, rasa al suolo dai romani nel 146 a.C. e dunque priva di testimonianze dell'età punica, conserva sul versante occidentale della collina della Byrsa alcuni resti di uno dei più grandi anfiteatri dell'impero romano e più in basso le enormi Terme di Antonio.
Molti dei reperti rinvenuti in queste città si trovano oggi esposti nel museo del Bardo di Tunisi, diviso nei tre dipartimenti che coprono tutti i periodi della storia tunisina, quello di preistoria e protostoria, quello punico-libico, e quello romano e paleocristiano, particolarmente famoso per il notevole numero di magnifici pavimenti a mosaico colorato provenienti soprattutto da case private e bagni pubblici romani, giuntici in ottimo stato grazie al clima caldo e asciutto del paese che li ha preservati nel corso dei secoli.
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